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Cosa fare per essere a norma con l'installazione di telecamere fuori e dentro casa

Tutte le norme e le regole da conoscere per tutelare la propria abitazione e al contempo rispettare la privacy di tutte le persone estranee o che potrebbero trovarsi nei paraggi delle inquadrature.

Installare una videocamera per interni o per esterni in ambito domestico è perfettamente legale in Italia, ma richiede per forza di cose il rispetto di regole precise legate alla tutela della privacy di tutte le persone che si trovano nei paraggi delle inquadrature dei sensori. La normativa di riferimento è rappresentata dal Regolamento generale sulla protezione dei dati, affiancato dai provvedimenti del Garante per la protezione dei dati personali. Il principio fondamentale da tenere a mente è però davvero molto semplice: si hanno tutti i diritti per proteggere i propri spazi privati e per osservare ciò che accade, ma bisogna necessariamente evitare di invadere quelli degli altri. Questo significa che ogni impianto deve essere progettato secondo criteri di necessità, proporzionalità e minimizzazione dei dati raccolti. Per chi cerca lo stato dell’arte della tecnologia al servizio della videosorveglianza, Somfy propone due soluzioni di alto livello, pratiche e efficienti come Somfy Protect Indoor Camera da piazzare all’interno delle mura domestiche e Somfy Protect Outdoor Camera per gli esterni. Ecco quindi come prepararsi al meglio per montare il proprio sistema di videosorveglianza e su quali dispositivi puntare.

 

Casa indipendente, condominio e garage

Partiamo dal caso più comune e diffuso ovvero chi vuole installare una videocamera esterna, per esempio in una casa indipendente: in questo specifico scenario, è possibile monitorare liberamente tutte le aree di proprietà esclusiva, come giardini, cortili, ingressi, vialetti e garage. Tuttavia, è fondamentale che l’inquadratura sia limitata a questi spazi. La telecamera può essere per esempio posizionata sopra il cancello o vicino alla porta d’ingresso, ma deve evitare di riprendere in modo diretto la strada, il marciapiede o le abitazioni dei vicini. Va da sé che non è una limitazione tranchant, perché una minima porzione di spazio pubblico può essere inclusa solo se inevitabile e accessoria rispetto alla finalità di sicurezza, ma non deve mai diventare l’oggetto principale della ripresa. Facciamola ancora più semplice: la videocamera deve guardare sempre dentro la propria proprietà e non fuori o meglio dire non troppo fuori, ma sempre in quell’aria immediatamente attigua all’abitazione.

La situazione cambia in minima parte quando si vive in condominio. In questo caso, l’installazione di una telecamera che viene piazzata sopra la porta del proprio appartamento è in genere consentita, purché il campo visivo sia estremamente limitato. L’obiettivo può per esempio inquadrare la soglia e una piccola porzione dell’area antistante, ma non deve estendersi al pianerottolo, alle scale o all’ascensore dove possono transitare altri condomini. Le parti comuni, infatti, appartengono a tutti gli abitanti del condominio e non possono essere sorvegliate da un singolo senza che questo ottenga una specifica autorizzazione. Se si desidera installare un sistema che riprenda queste aree, è quindi necessario richiedere una delibera assembleare approvata con le maggioranze previste dal codice civile. 

Non ci si discosta molto quando si parla di garage e posti auto. Se si dispone di un box privato, è possibile installare una telecamera interna puntata esclusivamente sul proprio veicolo o sullo spazio di proprietà, come per i casi precedenti. Non è invece consentito orientare l’obiettivo verso le corsie di manovra o verso gli altri parcheggi di proprietà degli altri condomini. Nei garage condivisi, infatti, si applicano le stesse regole delle aree condominiali: ogni ripresa deve essere limitata e non invasiva. 

 

Le videocamere interne

All’interno della propria abitazione, sia essa una casa indipendente oppure un condominio, le regole sono più flessibili. L’uso domestico delle telecamere rientra spesso nelle attività personali e può essere escluso dall’applicazione più rigorosa del GDPR (Regolamento UE 2016/679), la normativa europea in vigore dal 25 maggio 2018 che disciplina la protezione dei dati personali delle persone fisiche. È quindi possibile installare dispositivi in soggiorno, corridoio o ingresso senza problemi. Va da sé che rimane responsabilità evitare di piazzare occhi in luoghi sensibili e indiscreti come bagni o stanze destinate agli ospiti, né utilizzare dispositivi nascosti con finalità di controllo occulto. È molto importante tenere a mente che se in casa lavorano collaboratori domestici, come colf o babysitter, è obbligatorio informarli della presenza delle telecamere che stanno o che possono registrare, visto che tali persone possono rientrare nelle inquadrature. In questi casi, è quindi necessario richiedere un consenso esplicito, preferibilmente scritto.

 

Come informare sulla presenza di videocamere

Un aspetto spesso sottovalutato riguarda l’obbligo di informazione. Quando le telecamere possono riprendere persone identificabili, è necessario segnalare la presenza dell’impianto con un cartello ben visibile. Come si può immaginare, questo vale soprattutto per gli ambienti esterni, dove il passaggio di terzi è una possibilità quanto mai concreta. Il cartello deve essere collocato prima dell’area sorvegliata e deve indicare in modo chiaro che è in corso una videosorveglianza oppure che tale attività può avviarsi in ogni momento, nel caso in cui siano presenti sensori di movimento. Non è necessario inserire informazioni complesse sui dispositivi oppure sulle loro caratteristiche tecniche, ma l’avviso deve essere immediato e comprensibile. In contesti completamente privati e chiusi, per esempio in strade private oppure cortili non aperti al transito pedonale esterno, l’obbligo può venire meno, ma nella pratica è quasi sempre consigliato adottarlo per evitare contestazioni.

 

Cosa fare con i dati raccolti

Un altro elemento cruciale riguarda la gestione dei dati raccolti. Le immagini registrate devono essere conservate per un periodo limitato, generalmente compreso tra 24 e 72 ore massimo, salvo esigenze particolari di sicurezza. Tutti i sistemi sono di default impostati per sovrascrivere automaticamente i dati che non vengono ritenuti interessanti. Si possono mascherare le aree non rilevanti così da oscurare porzioni dell’inquadratura, riducendo il rischio di violazioni per non incorrere in potenziali problemi futuri e si può puntare verso una registrazione solo in caso di movimento, evitando un monitoraggio continuo e indiscriminato, grazie agli appositi sensori. Si deve ricordare anche che tutte le normative si riferiscono non solo al video ma anche all’audio perché registrare conversazioni senza consenso può comportare conseguenze legali rilevanti.

 

Le proposte di Somfy

Per chi cerca il top a livello tecnologico, Somfy propone due videocamere per esterni e interni che sono facili da usare, di alta qualità, perfettamente a norma e efficienti. Per gli esterni, Somfy Protect Outdoor di ultima generazione può registrare video full HD con tanto di HDR che ottimizza la resa nei chiaroscuri e nelle luci e ombre, propone una visione grandangolare a 130° e zoom digitale 8x e riesce a vedere anche di notte fino a 8 m. Si connette all’ecosistema di domotica via wi-fi per un pieno e efficiente controllo per esempio dall'hub TaHoma switch oppure al videocitofono - e integra una potente sirena da 110 decibel che può dissuadere intrusioni e soprattutto può poggiarsi all'AI per distinguere con precisione persone, animali e vetture, con una piattaforma completamente personalizzabile. Non richiede abbonamenti, ma invia gratuitamente le clip quando arriverà qualcosa di insolito. Dall’app gratuita Somfy Protect per Android o iPhone, gli utenti possono modificare gli avvisi in base alle loro esigenze e preferenze. Tutti i dati sono protetti con crittografia AES-256, garantendo la protezione della privacy. Inoltre, si può accedere al flusso audio-video in diretta per esempio se un corriere deve consegnare un pacco e si trova davanti alla porta di ingresso. Per gli interni, ecco Somfy Protect Indoor Camera con il suo otturatore motorizzato che garantisce la privacy, visione notturna fino a 6 metri con filtro a infrarossi meccanico e piena scelta per usarla in modo indipendente oppure in simbiosi con l'ecosistema Somfy per sfruttare al meglio le potenzialità e controllarla appieno. Oltre alle altre caratteristiche condivise con la versione outdoor, questo modello propone un grandangolo da 130 gradi e zoom digitale 8x risultando molto semplice da installare.

 

In sintesi

  1. Cosa si può inquadrare con una videocamera da esterni?

    La propria proprietà e la zona immediatamente adiacente, quindi la zona attorno all’ingresso, sia nelle case indipendenti sia negli appartamenti in condominio. Si deve sempre limitare al massimo l’osservazione di aree pubbliche con passaggio di estranei.

  2. Cosa si può inquadrare con le videocamere da interni?

    Tutti i luoghi, ma meglio non bagni o stanze per ospiti. Se si hanno collaboratori domestici è necessario informarli e, meglio ancora, far sottoscrivere una dichiarazione.

  3. Bisogna segnalare la registrazione?

    Obbligatorio per videocamere che possono registrare persone esterne, consigliabile anche per aree private. Vale per case indipendenti, appartamenti in condomini, garage o posti auto personali.

  4. Cosa fare dei dati?

    Conservarli il minimo possibile, possibilmente non più di 72 ore e sovrascrivendo i file vecchi.

     


    Diego Barbera è giornalista per Wired Italia, portale punto di riferimento della tecnologia e lifestyle.
    In questi anni ha collaborato con riviste, quotidiani e radio e ha scritto romanzi per CasaSirio Editore.

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